Consapevolezza, quanta fatica!

Stamattina ridevo, di me stessa, con mia sorella. Ormai la fermano, per strada, in tanti, che le chiedono se sia la sorella della “scrittrice”…
Ridevo.
Ma quanta fatica mi è costata arrivare a ragionare di Autismo in termini di serenità e, soprattutto, di consapevolezza di tante cose, prima assolutamente impensate!

A partire da mia sorella, purtroppo o per mia fortuna unica… visto che i nostri genitori ci hanno pensato per ben sette anni, prima di metterla in cantiere!
Io ero terribile, troppo! loro lavoravano entrambi e ben pochi erano i “volontari” disposti ad aiutarli. Ma tant’è… finalmente è arrivata. Da me fortemente voluta.
Lei, piccola mollichina tenera e paciosa. Era tutt’occhi, addosso poco e niente e, soprattutto, pareva sopportare tutte le mie monellerie. Lei ci rideva su, sdrammatizzando la mia paura di non essere accettata nemmeno da lei.

Comunque, torniamo alla questione “consapevolezza”.

Non è stato facile mandar giù una constatazione di “stato autistico” a 45 anni, solo in seguito alla diagnosi di mio figlio piccolo. Non è stato facile per me, ma soprattutto per lui (e per tutta la famiglia).

Perché io, ormai, la mia strada l’avevo in parte percorsa, bene o male… credendo in un disadattamento caratteriale e ricollegando le tante stereotipie maniacali alle caratteristiche proprie del segno zodiacale a cui appartengo, essendo nata in settembre.
Ma lui no. Il mio piccolo grande uomo non poteva sapere quello a cui sarebbe andato incontro!
Io avrei fatto di tutto per evitargli i miei stessi percorsi (o trascorsi, che dir si vogliano!)…

perché  “repetita iuvant sed continuata secant”.
Quindi, mi son detta, recupera le redini della tua vita e i ricordi dell’infanzia e fanne buon uso!

In questo (e per questo fine) ringrazio infinitamente gli strumenti compensativi di cui mi sono attrezzata – lettura e scrittura – che continuano a essere “il” mio toccasana per eccellenza.

Perciò, sorella, perdonami se ogni tanto ti “scocceranno” o magari ti faranno domande… sappi che fin quando avrò voce e forza per scriverne parlerò di Autismo e di come si può provare a sopravvivergli.

Un abbraccio specialissimo

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